Dopo una notte dormita bene (e lo spurgo di ieri sul blog) posso dire di sentirmi meglio. Meno otturato.

Tuttavia stamattina è tornato il discorso che passa tra me e i miei (e penso quasi tutti i ragazzi che ancora militano in casa in mancanza di lavoro).

 

C’è però da spezzare una lancia a favore di queste sanguisughe, figli degeneri, sfaticati o semplicemente approfittatori.

Dovete sapere che nei lontani anni ’80 i nostri cari politici ebbero un’idea geniale (che mandò alle stalle la buona faccia degli italiani finora distintisi nei secoli per il proprio genio). Questi illustri signorotti si trovarono a stabilire come ripartire il reddito nelle famiglie.

Mentre tutta Europa aveva optato per dare i soldi ai giovani, i furboni decisero di dare i soldi ai genitori, aumentare cioè le pensioni con lo scopo che fosse il buon padre di famiglia a ripartire il denaro alla prole.

Così, ora, il resto dei giovani europei viene incentivato ad andarsene di casa (ho conosciuto un belga che prendeva 1000 euro al mese dallo stato per studiare all’università, roba da fantascienza qui in penisola).

Inoltre, col tempo, l’occhio ghiotto dello stato ha sempre più ispezionato tra i le pensioni “esorbitanti” dei pensionati.

Di fatto, essendo questo il reddito di un’unica persona è risultato chiaro che fosse troppo alto (parlo chiaramenti dei pensionati dopo gli anni ’80, specialmente quelli statali). Così lo si è attaccato con tasse e altri orpelli. (oltre naturalmente alla corrosione causa inflazione). Senza tenere conto che quelle pensioni erano state pensate anche come sussidio per le giovani generazioni.

Questo non lo dico io, ma lo ha spiegato, durante una lezione special, un professore dell’Università  di Ancona che ha passato anni ha studiare quest’aspetto dell’economia italiana.

Urge dunque una reflex immediata,

ma prima un’inter-a-mezzo di riflessione. 

“Ma che generazione è mai questa che non ha altri ideali che vacanze, vestiti e carburatori? Quanto sono diversi da noi che parlavamo di filosofia e amore, e di come cambiare il mondo”.

Pantamelo non rispose. Guardava una coppia che parlava fittamente, e gli sembrava di udire nelle voci una dolorosa nota conosciuta.

La ragazza salì su una vespa e si allontanò. Il ragazzo restò immobile e nemmeno i lazzi degli amici  e il frastuono del dragone che si metteva in moto sembrarono scuoterlo.

“Non so che dire,” disse Pantamelo “se non che quello che fanno, essi lo hanno imparato da qualcuno.”

“Non certo da noi,” disse Algopedante “i nostri sogni erano migliori dei loro.”

“Forse,” disse Pantamelo. “Oppure abbiamo sognato che i nostri sogni fossero migliori.”

         

STEFANO BENNI La compagnia dei celestini

 

  Riflessione In pratica, ci han tolto sia l’autonomia che ci avrebbe permesso un sussidio diretto.

Sia il suddetto reddito, che oramai non basta più neanche a sfamare le famiglie, con buona pace dei sostenitori di uno stato sociale (che adesso è meglio noto con il nome di Welfare).

Così che ora veniamo sodomizzati sia da padri, madri e affini, sia dal mercato che ci spreme  come limoni, sia dai sensi di colpi (ringraziate  Freud per questo). E poi c’è chi ci definisce una generazione perduta… buttata… già morta!

 

Questo, giusto per puntualizzare che per non essere belli e coglionati bisogna conoscere, andare a pescare le notizie da fonti attendibili (come oramai sono diventati gli scatch dei comici). Al di fuori dei mezzi di comunicazione tradizionali.

 

A parte queste piccole punzecchiature all’ordine del giorno. Oggi mi sento risollevato e per tale motivo butto giù due righe.

 

 

 

 

Esaltato, estasiato, questa è la sensazione che mi ha dato. Altro che extasi e barzellette varie; roba da hippy. E oggi, come ogni giorno, son qui per il bis.

Seduto al bancone, capelli folti ma tagliati corti. Maglietta stretta e attillata. Guardo il comico gesticolare e dare fondo alle sue battute stantie. Neanche  i sottotitoli ci han messo, tanto sono vecchie. Di tanto in tanto parte la modalità traduttore, rendendomi partecipe  di quel fiume di parole straniere.

Il barista, un tipo grasso dalla pelle pallida fa svolazzare un po’ le bottiglie prima di prenderle al volo e mescolarle nel mio bicchiere.

Mi giro per veder entrare la pula.  In un attimo scompaiono chissà dove i coltellini serramanico con cui giocavano i ragazzi. Il pulotto chiede un goccio, il botolo d’un barista glielo serve abbassando la mano sullo sbirro quando questi infila le dita nella divisa per pescare spiccioli nelle tasche.

«Offre la casa.»

La bambola è poggiata su di un tavolino, sgonfia. Potrei prenderla e ricominciare a darci giù. Ma è un azione di infimo livello, concede pochi punti.

Dritta, con il sorriso smagliante, una bionda è intenta a squadrare il locale. Sembra nuova. Anche gli altri player ora se ne sono accorti. Direi che è ora di mostrare a quei pivelli quanto sono esperto.

Questione di minuti e la piccola mi segue. Sbaciucchiamenti vari e mi stendo sul letto. La tipa torna dal bagno con in mano una lama, mi guarda e sorride. Non ha alcun senso, penso. L’ideatore di questo dannato coso deve aver letto troppo Miller (Frank Miller, autore del fumetto Sin City).

Infatti lo schermo si spegne dei colori e resta solo il bianco e il nero a proiettare ombre sui corpi. E il viola dei suoi occhi. La tipa mi punta la katana sul gozzo. «Fuori i soldi, bello!»

Caccio il denaro e esco con la coda tra le gambe. Senza soldi, scazzato e con una penalità di 3450 punti trombo.      

Dovrò rifarmi la lampada.

Premo su off e il computer mi saluta con un ultimo baluginare di desktop.

Per oggi niente ciccia. Questo “Tour in Bitch” è più ostico del previsto. Dovrò starci attento se non voglio farmi fregare da quella canaglia di BigBelPen. 

Scendo in camera e mi preparo il toast. Apro la busta di plastica e drinko il mio ParDiPall. Il suo odore di BigBabol spazza via il gusto del toast. Ma bisogna pur soffrire per essere in forma…

Mi sento stanco, la partita di prima deve avermi fatto salire troppa tensione. 3450 punti trombo sono duri da recuperare, specialmente con quel BigBelPen che mi tallona in classifica.

Ho deciso, vado a dormire. Mi alzerò per pranzo.

 

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4 pensieri su “

  1. ..un applauso prima di tutto per la citazione di Benni, perchè merita sempre…un secondo applauso è per l’analisi economica (poi ci si domanda se a 35 anni stiamo ancora a casa)..però un osservazione..con le pensioni le persone anziane ci vivono, nn è solo per mantenere i giovani…

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  2. mhh non capisco il nesso sinceramente fra il racconto e le pensioni… sarà che i giovani d'oggi rifuggono nei videogiochi per fuggire dalla realtà schifosa?

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  3. CIao Federica!il nesso, dunque, direi che un contatto fra le due cose c'è, o forse c'era, in quanto non mi ricordo più bene.Dovendo forzare un po' noi giovani ci sentiamo meglio a fuggire dalla realtà, lo dimostra il successo di Second Life, ma va aggiunto che impariamo in fretta e ci adattaimo ai cambiamenti repentini della nostra epoca.Bene o male abbiamo capito  che internet non è tutto, come dimostra il rapido declino di Second Life.Stiamo imparando ad utilizzare blog, giochi in connessione, streaming e youtube con lcriterio. Adattandoli ai nostri scopi senza farci controllare da essi.Tutti questi reti e nodi stanno ristrutturando la società, debilitando il pesp della politica amplificando l'associazionismo.Come ti dicevo, abbiamo fatto una scelta, quella di non muoverci, investiti dai troppi cmabiamenti, siamo rimasti a guardare, un attegiamento non prioprio positivo, ma una cosa di buono ce l'ha, abbiamo evitato un riaccendersi del terrosrismo. Siamo cauti, forse pavidi, ma abbiamo evitato di peggiorare la situazione. Almeno questo lo considero un merito.

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