Com’è dura la sceneggiatura


«La sceneggiatura non è male. Ma troppo densa di particolari.

E più azione – mi sprona il mio amico. – Più incisività, più feriti e meno riflessioni.

Un fumetto è qualcosa di diverso da un libro.»

«Giusto!!!  Bene!

Ok, allora tagliato le descrizioni e ci schiaffo giù un par di litri di sangue che schizza a fiotti per le strade. – Ribatto esaltato dall’idea. – Attacchiamo con la scena di una strage in piazza!

Alrtimenti potremmo dargli un taglio più apocalittico, iniziarlo con un bel funghetto alto kilometri? E via di lì con l’esplosione di un pianeta, che fa molto Cronache Marziane (di Bradbury).

Ma, sì! Ma, sì!

Gente che spara raggi laser da tutte le parti, oggetti che si muovono d’improvviso schiantandosi sul cranio di un qualche malcapitato. E anche un buon politico corrotto defenestrato da un grattacielo! In nome del politicamente corretto.

E in tutto questo macello un uragano che ha già ingurgitato una decina di aerei, elicotteri vari, una portaerei e un funzionario pubblico circondato da un vortice di pratiche burocratiche che gli graffiano il viso. Stile Francesca e Paolo, così c’inseriamo anche una citazione di Dante che fa very intellectually (non garantisco per l’esistenza del termine).

 Poi il fatidico uomo tutto d’un pezzo con accento fintorusso o sintotedesco, prende il toro per le corna e schiaccia il fatidico pulsante. Alé!

Chiaramente dalle altre parti del mondo i vari uomini tutti d’un pezzo (saranno un ventina, i paesi che hanno la bomba nucleare attualmente) premono i rispettivi bottoncini rossi per l’attivazione delle testate “strafotto”.

Poi casca il mondo e todos a tomar por el culo (tutti a prenderlo…)

Così va bene?» Domando infine, rinsavito da quel delirio di azione ingiustificata.

L’amico mi guarda. Ma sembra non vedermi. Si gira attorno senza capire e poi…

poi mi manda a fare in culo con un sorriso a novantasei denti (un sorriso da squalo).

Non sa se addentarmi o stringermi la mano, stordito com’è da quell’impossibile carneficina letteraria.

Infine se ne va sconsolato…

Sento solo il portone della redazione chiudersi pesantemente alle sue spalle.

E così ora mi tocca ricominciare. E, sapete, non è proprio facile pensare di dover inserire azione in una sceneggiatura del genere. Salvo, appunto, non divampare in un eccesso di follia.

Ma per ora vorrei ancora tenermi integro il mio universo, ho in mente molti altri racconti da farci girare attorno. Quindi mi risparmio il delirio finale per un’altra volta.

 

Buttiamola sul ridere, per adesso. Anzi, piantiamola con queste megalonate e facciamo sul serio con ‘sta sceneggiatura……

By Trans-ition

 

Anticipazioni del proximo episodio.

    C’è la farà il tizio qui presente a scrivere una sceneggiatura decente?

        (che volete de più, ce fa pure rima!

                   Ahoo, mica caxxi!)

 

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