Laura…

di niente, a me diverte spiattellare ai quattro venti la mia vita, anche se…

credo che ricostruire tutti i brandelli in cui la spezzetto non sia una cosa facile, per chi non mi conosce.

 

Proprio ieri ho risposto ad un editore, spiegandogli questa mia particolarità nella scrittura.

Il suddetto, ( o meglio, chi ha realizzato la scheda di lettura del mio romanzo) ha definito Ben  (il protagonista del romanzo) “un ragazzo interessato alla psicologia”.

Il che mi ha fatto sobbalzare incredulo. Però i miei scritti son così, non posso farci nulla. Vagano nella mente del lettore e germogliano spaziando in svolte inaspettate lungi dall’essere previste dal sottoscritto.

 

A proposito di svolte, collaborando con un’amica sto pian piano comprendendo le peculiarità di una scrittura d’immagine. Descrivere scene anziché azioni porta chi osserva a definire una propria sequenza di  movimenti. Più o meno lenti, come un fumetto, come uno schizzo che si sposta foglio dopo foglio.

C’è una differenza sottile ed essenziale che con i fumetti, Il testo permette di sorvolare sui dettagli, mancano pezzi di particolari. Di che colore sono i capelli della signora seduta la bancone? e gli occhi? è una tipa formosa o magrolina? E la sua pelle… perché dovreste immaginarla forzatamente rosata? Perché non violacea o azzurrognola?

Mi piace lasciare a metà le definizioni dei personaggi, i tratti. Soffermarmi sullo sguardo e tralasciare il resto.

Ecco, questo è quel che ho compreso rimirando, ammirando, i quadri, che lei chiama approssimativamente illustrazione. Quasi fossero cose minori e non uno strano rapporto tra surreale e presente. Vertebre di un mondo schiacciato che m’ispira profonda rammarico.

Ma lei dice, (A RAGIONE) che ognuno può vederci dentro diversamente e che non è solo tristezza quella che traspare da sue tavole sfumate.

Domani proporrò il frutto della nostra collaborazione al boss. Chissà quale sarà la sua risposta…

Mi piacerebbe spargere sul blog  il nome della suddetta ragazza e artista e amica, ma data la sua timidezza credo sia meglio sorvolare.

 

 

Dunque, da dove era partito tutto? Da Laura, chissà poi come son finito fin qui…

E poi ero passato attraverso la lettera dell’editore. Per dovere di cronaca mi tocca dire che non ho solo ricevuto commenti positivi. Qualche settimana fa’ infatti…. Ma in fondo non credo che importi nessuno, sto  vagabondando.

 

Me e la mia penna… dannazione. Avrei dovuto solo dirvi che la mia lentezza nel blog, i lunghi silenzi, sono dovuti al mio nuovo lavoro  che mi spolpa tutte le energie. Avrei dovuto dirvi solo questo, nient’altro. Ma la penna è andata per fatti suoi…

Tante righe solo per dire questo.

Il resto sono solo traveggole, o forse sono discorsi ben più sensati di mere comunicazioni di servizio, sta a voi deciderlo.          

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