Frazioni di pensiero [n°13] – brano tratto da “Parole illustrate”


A mo’ di spiegazione

Mi fa piacere di tanto in tanto rintruffolarmi nella rubrica cui ho dato voce. Così, con qualche sprazzo d’emozione riversa tra le righe.

 

 

FRAZIONI DI PENSIERO

 

Mi trovo immerso  nel mezzo di un barcollante futuro ubriaco di sogni e stralci di speranze.

            Economia, scienza inesatta, schema rigido affisso all’uomo.                       

                        Come se i numeri potessero spiegare i desideri umani e i suoi bisogni.

Come attribuire valore ai sogni, necessità intangibili dell’animo.

Studio economia e rifuggo nella letteratura. Tra i vicoli vedo sorgere il mattino riflesso nel chiarore paglierino del vino . A volte la nottata finisce in casa  d’amiche parlottando e sorseggiando  tisane.

Di tanto in tanto giocherello con parole in rima strascicata abbozzando storie-poesie.

            Un nitido contrasto con il freddo spento dell’economia.

In riva al foglio spoglio ogni volta è una nuova scelta , una fresca storiella da inventare, costruire e ammonticchiare.

I castelli sulla spiaggia, le nuvole di sabbia; mi arrotondano l’umore. Così vi circumnavigo attorno per esplicare, per estirpare un senso a questi manieri,

                  roccheforti di emozioni illustrate.

 

 

 

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Il blog è un pensiero lasciato in dote. Oggi vorrei ritornare al ricordo.

Alla coperta gialla, soffice al tatto, in grado di proteggere due fratelli da una bufera immaginaria.

Quello era solo un gioco e queste sono poche parole; ma in entrambe scorre un’esigenza, di calore,

                di presenza.

Mi viene naturale frammentare i pensieri, sarà che mi sento reciso dentro.                           

            Anche se la ruota s’inceppa su qualche buca;

                                                                 mi aiuta a respirare.

Queste intermittenze di congiunzioni, questi brandelli d’incoerenze, mi permettono di salire.

   Capite cosa intendo? Come quel fallito seduto allo sgabello, come il

            buon

            vecchio

            pazzo Chinaski ubriacone.

Non c’è coraggio, né rassegnazione; e non mi piace provare dolore.

Solo che

              è naturale cadere e risollevarsi e “sbattere sul tetto di questo mondo piatto”.

Per crepare il soffitto.

È che lo sento,

                        mi viene spontaneo essere questo.

            Magari più in là sarò un altro, e troverò il coraggio per definirmi artista e darmi dignità come mi dicesti.

 

 

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Non mi lascerò deturpare il tempo. Questo mondo può portarmi via tutto, i lussi, le illusioni. Mi può porre davanti il falso e costringermi a scontrarmi, a cocciare, a incidere ed essere inciso da altri; anche senza lavoro, poggiando il piede su staffa marcia.

È questo essere artista, significa sentircisi e non per il lusso di gonfiarsi il doppio petto. Fa parte del ruolo salire e ricucire squarci, cicatrizzare e disinfettare rancori.

Dignità, dare un senso al mio lavoro, alla passione, senza illudermi che mi dia pane.

Ho imparato questo dal vecchio scrittore, mi piacerebbe definirlo maestro, credo che ha lui farebbe piacere.

…se lo incontrassi, chissà di cosa parleremmo noi tre all’ombra dell’albero.

La serenità riassume possesso del corpo.

Non posso sperare di vivere poggiandomi su di te. Ma resta indiscusso il sentimento; s’accresce, sopravanza. Cosicché le distanze di tempo si sfarinano, s’afflosciano e io non penso solo a te. Almeno ora, nei momenti in cui m’assorbe un balorda eufonia.

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3 pensieri su “Frazioni di pensiero [n°13] – brano tratto da “Parole illustrate”

  1. a volte mi perdo,provo a salire troppo in alto, laddove le persone formichinee non va benele utopie a volte sono talmente immense da rendere difficoltoso vedere cosa c'è sotto, scendere a livello dei mortali.Ed avere qualcuno a fianco a cui vuoi ben aiuta a tenerti su un piano umano.Grazie piccola Feni

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