Una musa scossa [n°04] – brano tratto da “Reflex” – illustrazione Stefano Ramadoro


( N.B.› ricordate, è solo un racconto,

                                la vita è una novella neanche troppo lunga)

 

 "Sogni" by Stefano Ramadoro

       

                                                                                 

Ieri ho bevuto per te.

A causa tua? Per colpa tua? Non so bene, non so mai il perché. Non sto scrivendo per avere risposte, non oggi.

Scrivo solo per ricordarmi il motivo di alcol nelle vene e fumo nei polmoni.  Pochi giorni dopo il ripromettermi di bere meno, stramazzo al suolo con la testa poggiata su una scrivania impellicciata

scurita dal tempo.

Alla fine non ti ho telefonato, vorrei solo spiegarti come sono. Altrimenti come potresti decidere?

Lascia stare l’amore, prima viene la curiosità della scoperta, scoprirsi, svestirsi dei panni e delle armature e vedere se si può combaciare.

L’amore a dopo.

Cosìaltro osso dire se non attestare la mia irrazionalità cercata nei pittoreschi atteggiamenti.

 

Il tuo nome si ripresenta nella mia vita. Un nome tuo che appartiene ad altre comete della mia esistenza.

Mi chiedo se lascerai una scia permanente,

tu, mia piccola sifilde ispiratrice, tingerai d’arcobaleno scarlatto il mio cielo? Lacerai un ricordi che valga la pena ricordare? Abbagliato d’all’lucinazioni di uno schermo a fondo azzurro, penso a l’isola sul desktop evitando di perdermi oltre.

 

Sarà una parte di storia non coretta, gli errori li lascerò al caso, così come le parole.

(Non girare a sinonimizzare ogni lettera). Resterete col dubbio se è solo una brutta copia di Algernon o son davvero così analfabeto.

Mi piacerebbe vedervi ora mentre leggete questa frase dopo che avete additato ogni scorrezione.

Ecco un altro potere, quello di rigirare la frittata e di abbandonarvi al dubbio; anche se probabilmente non ci perderete più di un minuto e forse non leggerete mai queste parole, depennate dopo averle terminate.

Eccoci qui percossa musa, non volevo farti piangere ne scalpitare, volevo solo rotolassi un po’ nei miei pensieri. Come ci si trova a ergersi difronte a uno imprevedibile sconosciuto?

 

In quasto mare di pixel, naufragare sarebbe banale; e allora colo. E la bussola del quadrante non basta più a squartare il torpore che mi assale.

 

 

 

 

Cosìaltro osso>   Così altro posso, Cosa altro oso

Lacerai un ricordiLascerai un ricordo, Lacererai dei ricordi

D’all’lucinazioni>   Delle allucinazioni, Da allucinazioni

Quasto>   Questo, Guasto

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4 pensieri su “Una musa scossa [n°04] – brano tratto da “Reflex” – illustrazione Stefano Ramadoro

  1. Devo essere stato alquanto alticcio per scrivere (e pubblicare su un giornale una caterva di errori così gaudientemente….l'illustrazione è una incisione, avrai riconosciuto la zampa dell'autoreE l'incoscio assurge il pretesto.Quanto al resto, i tempi mutano e i sentimenti virano

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