bandiera [n°11] – commento Luca Fiorani; illustrazione Marco Stagnozzi


Il tratto di Lorenzo è sospeso tra intreccio narrativo e estro poetico. Anche se sembrerebbe la logica nei suoi versi a prendere il sopravvento sul cuore,

              anche se tutto il suo sapere è proteso nel darsi una ragione ,anche se il pensiero deve portare sui lidi tranquilli di una spiegazione plausibile, tutto in lui bandiera di Marco Stagnozzitrabocca di inquietudine, di un disperato e lancinante bisogno di comunicare questi dubbi,

  questo malessere avanza, riga per riga, con un ritmo incalzante, che penetra, ti av-volge, ti coinvolge.

  Non è possibile rimanerne fuori perché ti trascina dentro il suo mondo fatto di crude constatazioni, di rabbia e di dolore espressi senza mezze misure, senza compromessi e tu ne rimani attonito, colpito, ferito a volte.

  La verità fa male, essere franchi, veri, spesso è scomodo, ma ci si guadagna in salute a sputare certi rospi perché non possiamo essere sempre: Bandiere!!!

        Luca Fiorani

 

 

 

Illustrazione di Marco Stagnozzi

Il sole asciuga dalle intemperie

La pioggia rinfresca dal sole cocente

Non c’è dimensione, non c’è spazio, non c’è piedistallo su cui poggiare

 

Una bandiera senza palo, s’infanga cadendo

Si strappa, si pente

 

Lancia vampate d’orgoglio volando in aria

Si spande nell’aria

Si perde nei vortici, sussulta

Ha un fremito

 

Un oggetto non ha una sua etica

Una bandiera si logora

Si sporca, indipendentemente dal valore attribuitole

Che si sputi su di essa o si inneggi il suo splendore, poco cambia

è un oggetto, un coso senza vita

 

Che gli si imprechi contro vomitando lamentele

                         o si glorifichi lodando i suoi meriti

Poco conta

Non mi importa, vi ho già detto

 

Potete tenervi la vostra realtà

Il vostro scavare nel fango per rimbrottare soddisfatti

Prendete quella bandiera lì, non avrò più anima nel presente

Sarò un straccio vuoto privo di speranza per il mondo contingente

 

Lo sono da sempre e non me ne ero mai accorto

Non capisco a cosa serva analizzare le problematiche del presente se l’unico modo è quello di rifondare il futuro

Vi lascio questa bandiera al vento, in attesa di essere appuntata ad un palo

Una speranza senza padrone che ormai non risplende. Vi cedo quello che vedete di me. I miei sorrisi,

la mia presenza qui e ora.

 

Lo spirito però lo terrò mio,

lo scaglierò violento verso l’avvenire (non vivrò, senza soldi, non potrò acquistare)

 

Non ha alcun senso, ora, la lacrima. Io non sono più qui, in mezzo a voi

Io sono altrove, senza miraggi d’ascetismo o discorsi da santone

Solo futuro, solo il proiettare ogni giorno su una tela diversa un plausibile piano di realtà

Quello che si costruisce da adesso in poi non ha più senso. È solo un punto.

                                                                       Dovremo buttar giù tutto e fare nuova luce

Io aspetterò il giorno nuovo dando visibilità a molteplici futuri, che potranno essere spunti per discorsi concreti o mere inutilità intellettuali. Cosa perdo, in fondo; Questa vita?

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