L’Altra (2) [n°15] – commento Giulia Massini; illustrazione Elisa Mearelli


 La dipendenza è un bisogno incontrollabile di assumere costantemente l’oggetto desiderato, anche a scapito della propria salute e della tranquillità di una vita equilibrata e “corretta”. Si può sviluppare in maniera del tutto inconsapevole, nelle cattive compagnie, cedendo all’insofferenza, nella volontà di buttare tutto all’aria senza una ragione, o semplicemente rispondendo alle insicurezze e alle inquiete domande della presenza altra che nell’intimo, silenziosamente, abita ciascuno di noi. Questa voce che ci suggerisce cosa desiderare informa di sé il suo ospite facendo scaturire nei pensieri “regolari” un’immagine di crisi, un’idea di autodistruzione. La prova cruenta di perdere la strada maestra può essere anche definitiva, così come ci suggeriscono i due testi poetici, ma ciò non impedisce di tentare una lotta al malessere almeno abbracciando la condivisione e l’amore di chi è disposto a rischiare per salvarci. Non si sa mai che sia l’inizio di una nuova vita, una speranza covata nell’anima che controbilanci un poco il lato oscuro del desiderio.

     

 

 

Dentro

Un presentimento

Ha paralizzato la mano

Prima che il sole si spegnesse

Anche nelle mie pupille

 

Scintille, schizzi di memoria

Son passati

Hanno attraversato

Aprendomi gli occhi alla mia condizione

Al miracolo della procreazione che si ripete

 

Ora giace

E io gli  sono accanto

     Solo un poco più in alto

     della terra in cui riposa

 

Attorno il silenzio lascia i suoi segni

Cupo magone

Sconforto

L’impotenza di chi stringe i pugni

Con la consapevolezza degli sconfitti

 

Come me, i suoi genitori

Trafitti

Scoraggiati

Afflitti

       

  Non sanno ancora…

Riposa in me un figlio

Sorto

Creato

Su di uno spacco

 

Una nuova vita

Apertasi con un’evitabile morte

 

Un figlio

Un piccolo seme piantato dentro

Conficcatomi in corpo

 

Orribile

Duro

Scuro

Questo paragone

Eppure sorge spontaneo

Una vita succhiata via da un ago

Una vita iniettata nel ventre

 

Andrea

Un ultimo addio

Prima che parta lontano

Cercherò di dare un nuovo futuro al piccolo

Proverò così come ho fatto con te

 Non fallirò questa volta

Ti prego

Credi in me

   …abbi fede nelle parole della donna che l’ho tiene in corpo

 

 

 

 

Bocciolo

 

 

È un flusso

  Questa consecutiva serie d’incontri

  Quest’imbattersi in sconosciuti ed amarli

  Apprendendo da loro la densità della vita

 

Cresce di giorno in giorno, la piccola

Cresce ed ogni giorno mi ricorda chi eri

 

La presenza del mio uomo accanto lei

Non cancella i nostri momenti assieme

Distesi a parlare

Nella necessità di darci conforto

 

Alla fine la bastarda non ha avuto una completa vittoria su di noi

Lei lo dimostra

E lui è un buon padre

Gentile e affettuoso

Seppure cocciuto e bruttino

 

Ma l’aspetto non conta

L’ho imparato standoti accanto

Quanto poco sia la forma

Paragonata al contenuto

 

Il sorriso di lei risplende

Il suo brillare

Candide promesse

 

Frutto limpido sgorgato

Da acque impure

 

Bocciolo da proteggere

In attesa  di vedere

I suoi rami sparsi in cielo

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2 pensieri su “L’Altra (2) [n°15] – commento Giulia Massini; illustrazione Elisa Mearelli

  1. sono scritti in verticali assestanti, anche se possono essere uniti fra loro o in relazione con L'altra.Il fatto che compaiono con lo stesso titolo è solo una necessità sorta con la pubblicazione nel giornale, nulla più….e se non sbaglio all'appello manca un terzo scritto… almeno credo

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