prima INTERVISTA e seconda PRESENTAZIONE


La mia prima intervista dal sito Mokaweb

Se l’insieme dei ricordi intervenisse d’un tratto a tracciare la trama di un libro nascerebbe “I mutevoli sensi dell’umano” di Lorenzo Ramadoro.Un discorso cangiante, a volte interrotto in cui, in primo piano affondiamo lo sguardo sugli ospiti che si attraggono, si sfiorano, temono uno dell’altro. Il protagonista sostiene un pericoloso dialogo fra due mondi, fra due sfere di ambito, tra il nero e il bianco, fra la miseria e il benessere. In conflitto se operare una scelta netta fra le due realtà, rimane sospeso, in attesa, scrutando ora ora l’una ora l’altra creando lungo la narrazione un’interzona grigia in cui dare libero sfogo al conflitto emozionale. In questo limbo egli segue un consapevole vagabondaggio incontrando di volta in volta avventurieri della strada e dell’amore.

La storia, proiettata nel futuro incerto, si snoda nell’incertezza spazio-temporale, creando lo sfondo ad una pungente ironia, a volte ad un ghigno sardonico.

Romanzo pungente, avvolgente ed effimero in cui il conflitto tra il bene ed il male si risolve in uno stile narrativo audace e calzante.

By AlisiaArt

Biografia

Lorenzo Ramadoro è nato a Fabriano nel 1981. Laureato  in Economia, indirizzo Markentig, ha deciso di abbandonare lo studio della specialistica. Da circa un mese vive a Roma.

Autore della raccolta di racconti di fantascienza umanistica “I mutevoli sensi dell’Umano” editi da Il Filo, gruppo Mursia; è stato segnalato e pubblicato per una sua lettera d‘amore nella raccolta “Echi di memorie 2006” realizzata dalle associazioni culturali  “Il Musagete” e “L’Arca”.

Ha collaborato con alcuni giornali della sua città. In particola ha ideato e curato due riviste pubblicate su “L’azione” nelle quale ha pubblicato opere di vario genere di ragazzi fabrianesi e alcuni suoi racconti. Assieme ad altri amici ha fondato il gruppo artistico giovanile “saltatempo”



Intervista con l’Autore:

La generazione contemporanea è coinvolta sempre più nella cosiddetta “realtà virtuale”: come si colloca uno scrittore all’interno di questo scenario?

Un parallelismo che mi si affaccia alla mente è quello con la fantascienza. Leggere fantascienza significa immergersi in un mondo sconosciuto, basato su società differenti dalla nostra e culture scaturite dalla fantasia dell’autore. Storie che spesso giungono alla conclusione di un’inevitabile necessità di commistione con identità diverse. Basta considerare che spesso in queste storie i nemici sono alieni, esseri dai costumi a  noi ignoti, e che quindi i problemi razziali dovuti al colore della pelle risultano minuscoli, facilmente superabili. La capacità che offre la fantascienza è dunque quella di proiettare realtà nuove che siano da spunto per comprendere su quali reali valori poggiare la nostra vita e far progredire la civiltà. Le prospettive, le aspettative, si estendono su secoli di sviluppo della società  umana. Poi, alla fine di questa odissea ci si ritrova di nuovi immersi nella realtà contemporanea, con i suoi problemi, i suoi screzi,i giochi di potere di infimo livello, e ci sente come trascinati nel passato.

Il viaggio è qualcosa di meraviglioso seppure risulta pericoloso il ritorno alla realtà. Trovo che quest’aspetto della fantascienza sia vicino alla realtà virtuale; ma non so se ho spiegato bene cosa intendo…

Per comprendere l’opera è interessante comprendere l’animo dell’artista nelle dinamiche della formazione dell’identità. Come ti collochi nel vivere di tutti i giorni?

L’arte ha “sovesciato” completamente il mio modo di vivere. Quel che sono ora dipende in gran parte da alcune scelte che ho fatto in passato. Mi riferisco al mio vagabondare continuo in materie differenti. Ho cambiato spesso le mie preferenze, ho studiato da Geometra, poi mi sono laureato Economia; ho quindi abbandonato quest’ultima dopo aver scoperto che gli ideali di “massimizzazione dell’utilità”  su cui si basavano erano stati completamente stravolti. Io credo che lo scopo dell’arte è quello di sviluppare la coscienza umana, farla progredire liberamente dando a ciascun individuo, materiale, possibili verità, su cui riflettere.

Lo scrittore è veramente scrittore quando è libero da costrizioni manageriali? Se ti chiedessero di curare la biografia di “Mr Bean” come reagiresti?

Una domanda difficile su cui ho riflettuto molto. Ho pensato ai pro e i contro di entrambe le scelte e davvero non so, non credo di essere capace di mantenere una decisione presa adesso. Posso solo dire che per ora non sono un professionista e quindi nessuno mi impone cosa fare. Se sarò costretto farò la mia scelta.

La tua vacanza ideale?

In questo periodo vivo a Roma, dove sto cercando lavoro. Mi sono trasferito nella capitale in cerca di stimoli, circoli, e altre attività culturali che nella mia piccola città natale non potevo trovare. Tuttavia, man a mano che osservo le opere di autori giapponesi (principalmente manga o anime) desidero sempre più conoscere la loro cultura trasferendomi per qualche tempo in Giappone. Un’isola, un popolo introverso, a tratti incomprensibile. Frutto di culture in contrasto, di antico moderno che si mescolano, si scontrano. Spiritualismo e materialismo si alternano creando una dissonanza che stento a comprendere.

La tua compagna ideale?

La Donna è il fulcro del mio libro “I mutevoli sensi dell’Umano” e della mie aspettative future. Donna come parte dell’umanità conscia delle proprie debolezze e, in quanto tale, capace di affrontarle. Una Donna che non voglia emulare la carriera, le manie degli uomini. Quel che cerco è una di queste tante donne che si stanno affacciando al vita in modo nuovo, poggiando sulle loro capacità di comprensione ed empatia nei confronti degli altri. In fondo, noi siamo mammiferi, e ciò ci distingue da tanti altri animali meno evoluti.

Quali simboli culturali e quali tendenze del mondo artistico ed internazionale hanno ispirato il tuo lavoro artistico?

Mi piace considero l’arte nel suo complesso, senza distinzioni tra poesia, scultura, letteratura, ovverosia come modi differenti di una stessa espressività.

Il mio stile si basa sull’istinto, dando una consecutività agli spunti da cui traggo ispirazione. Molti sono gli autori che mi hanno influenzato in tal senso. Ha un che di arcano come si mescolino assieme le canzoni, i fumetti, i libri, i quadri che ho incontrato finora. Potrei dire che dalle canzoni di Guccini ho colto certi giochi di sonorità, o che da alcuni romanzi di Pennac e Benni ho intravisto uno stile capace di attrarre il lettore. Dovrei star qui a disquisire ancora molto su come i colori di un quadro di Matisse mi abbiano spinto ad investigare sui giochi di luminescenze. Per  certo, l’opera che fino ad oggi ha maggiormente sconvolto la mia ottica è “Straniero in terra straniera” di Heinlein; il mio primo romanzo di fantascienza umanistica.

La condizione di  scrittore è un quid della personalità o comporta il peso di una riflessione continua?

Le persone traggono la loro personalità dal loro passato. Non credo, non mi piace pensare che i nostri geni condizionino le nostre abilità. Lo scrittore, così come ogni altro artista, carpisce le sue opere investigando dentro se stesso. Ogni racconto, ogni storia che meriti di essere conosciuta contiene idee nuove, singolari spunti che smuovono l’immaginario.

 Inoltre annuncio ufficialmente la 2° presentazione del mio libro

 

lunedì 10 Dicembre alle ore 18,

libreria Rinascita, via delle Botteghe Oscure 1 (Roma)

relatrice Cristina Antonia Calamaro

(per chi se lo domandasse…

proprio QUELLE Botteghe Oscure, già!)

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