VIDEOPRESENTAZIONE DEL MIO LIBRO – libreria Bòrea 8/03/2008


         Il link a cui trovate la presentazione è QUESTO.

Quanto segue è una riflessione che sboccia su di essa…

 

 

In giornate come questa, con un vento simile che si mostra come respiro strozzato della naturaleza si ha uno strano sapore in bocca, un albume di soddisfazione personale che sguscia via dal resto del contesto.

 Constato con adorazione che ancora non tutto cambia, che il mio rapporto con un certo elemento rotola su un binario parallelo al mio.

  Parlo della mia Madrid, e della mia casa che condivido con un’altri trentamila vassalli di un feudo ancora duro a morire, la cui radice pare essere ben più nerboruta di quella dei Chiavelli…

             Parlo di essi perché sono i luoghi più cari in cui sono venuto a contatto con essa, quelli più pregni di ricordi agrodolci dal retrogusto asprigno.

 Tale sostanza, di recente coccia saltuariamente con la mia esistenza, tuttavia, quando essa attraversa il mio itinerario, quando mi ci crogiolo dentro, ancora riesce ad aprirmi uno squarcio con un’intensità inusitata.

   È la principessa di Notre Dame, durante l’erasmus il ricordo più caro di tutte le mie avvinazzate, il rinvenire della  resaca mi è ancora zuccherino; il soffermarmi su di quelle domeniche mattine a parlare storditi e assimilati da un’intimità che solo l’alcol riesce a confidare.

   Il vento si fa sentire, ed ora anche l’acqua pretende d’essere presente cadendo incerta con un acquazzone estivo che tituba il suo sfogo.

 

  In un solo respiro, dentro questa bolla di tempo incerto, voglio ringraziare coloro che mi hanno aiutato a realizzare la presentazione svoltasi presso la libreria Bòrea l’ 8 Marzo 2008, senza dare un ordine di preferenza, piazzandoli secondo come detta l’alfabeto.

Agradesco mucho, quindi:

                   Giada Bassetti (editor di ed. Il Filo)

Valeria Bergamaschi (valutatrice manoscritti di ed. Il Filo)

Walter Bertozzi (libreria Bòrea)  

Gabriele Guglielmi (curatore della regia)

Susanna Meloni (libreria Bòrea)

                   Alessandro Moscé (relatore)

                   Valentina Petrucci (comunicazione, ed. Il Filo)

                   Stefano Ramadoro (curatore grafica e illustrazione)

                   Dandolo Travaglia (revisore del romanzo e relatore)

 

Tra l’altro mi sento anche di specificare che il Marco nominato nella presentazione è Marco Stagnozzi, il che mi permette di citare  alcuni membri del gruppo Saltatempo in sala di cui ho gradito particolarmente data la passione che ci accomuna

                              e Silvia Conti per l’appassionata recensione che ha fatto del mio libro. 

 Ringrazio anche tutti i parenti, amici e sconosciuti che hanno riempito la libreria.

   Sento inoltre il dovere di scusarmi con Walter e Susanna per il mancato accento sulla libreria ad inizio presentazione (una delle mie sviste, al solito)

 

          Considero questo video

          come una pietra,

         l’ultimo sampietrino su cui ho glissato

         prima d’abbandonare la fantascienza

         umanistica rivolgendomi , da prima

         all’ orrore cosmico lovecraftiano

         e adesso all’incertezza. 

        Ma del resto, la chiave fantastica

         permea ogni mio scritto, e l’additare

         divinità astruse non trancia

         completamente il nesso con il multiverso

          e la sua trama fitta d’infiniti spazi.

                  

Ripensando al passo compiuto mi è più chiaro l’orrore, quella descrizione di circostanze buie,

   la repulsione per il servilismo, per la negazione stessa di una realtà semplice, sotto gli occhi di tutti, di un conca su cui domina un maniero d’industrie,

 l’orrore di quelle persone a cui non è concesso di dire; solo sottotraccia, a basso tono, facendo intuire senza apporre un nome che tutti conoscono in paese. Ma il bello è che non ce ne bisogno, tutti e trentamila hanno marchiato quella casata, fa parte del paesaggio, fa parte dell’allevamento dei ruminanti.

   Quest’orrore ha le sfumature di un qualcosa d’aspro, come di omertà con cui si sodomizza anche la stampa di una ridente cittadina dell’entroterra. Il sistema del mio orrore parte dal piccolo e lo potete inscatolare fino ad arrivare al cosmo. Una matrioska di potere subordinato, tanti piccoli mattoncini uno dentro l’altro, ordinati, puliti, comodi da portare in giro.

Eppure, sento il bisogno di cavare del positivo dalla realtà, una qualche speranza, di rispecchiare con vivave semplicità la vita come ne è capace Miyazaki.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...