IL DONO DELLA DEA di Radhika Jha


Pubblico qui un commento richiestomi da un'amica bibliotecaria.

La scrittrice riesce a accattivare il lettore attraverso il continuo cambio del narratore in ogni capitolo, laddove perfino la vacca viene utilizzata come punto di vista. Va detto che la storia ristagna, si sofferma troppo sulla descrizioni dei costumi e della cultura tuttavia tali punti risultano interessati per un lettore occidentale che, come me, a scarsa conoscenza delle tradizioni indiane.
Il libro  tratta temi delicati, lo scontro tra le tradizioni dei villaggi indiani con la modernità della grande città. L'inseminazione artificiale e l'incrocio delle mucche di razza indiana con quelle occidentali che rendono  cinque dieci volte tanto in termini di latte, in un paese in cui le vacche sono considerate animali sacri. 
Le contraddizioni tra vecchio e nuovo, la logica del danaro che cambia le strutture sociali spazzando via quelle distinzioni tra caste, il capo villaggio soppiantato dal sindaco (eletto democraticamente che sottosta alle regole di ruffianeria e contrattazione sottese alla logica della politica moderna).
In tutto questo marasma non emerge una posizione chiara dell'autrice; nonostante sia una giornalista di fama internazionale  pare restia a dare una opinione in merito, quasi fosse sballottata da un cambiamento troppo radicale. Vecchio e nuovo;  capitalismo, diffusione dell'istruzione e scienza si scontrano con la saggezza dei tempi antichi, con la tradizioni, pro e contro delle caste. Un cambio epocale che davvero pare troppo rapido e recente per poter essere valutato.

La domanda che sorge spontanea è: ma davvero la democrazia ( così come dettata dagli occidentali)  è un passo avanti in un paese che ha creato una struttura (per quanto rigida) sopravvissuta per migliaia di anni?
Dato il recente ritorno ad una logica biosferica ed ecosostenibile, e considerato il rapido esaurirsi di materie prime e fonti energetiche non rinnovabili, direi che la domanda – che non sarebbe stata neppure considerata qualche decennio fa – pare sempre più destabilizzare le coscienze delle nuove generazioni.

 

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