Schegge di traffico – tit. orig. “Scie di auto sulla strada” [n°01] – ill. di Stefano Ramadoro


Ho pensato di riproporre scritti che giaciono invisibili sul fondo di questo blog, partendo dalla mia prima pubblicazione nella rubrica “Racconti curiosamente iridescenti”...

La rubrica è una raccolta di colori. I verdi fertili della natura e dell’invidia; il rosso passionale e il purpureo rivolo di sangue; il giallo radioso e vigliacco; il roseo della donna nella propria violacea eleganza; il cielo ciano e il ventre dell’acquamarina. E i due colori opposti, il bianco della purezza e della sterilità che rifiuta ogni altro colore e il gorgogliante abisso del nero che con la sua profondità assorbe bruscamente tutti i toni.

autore: Stefano Ramadoro

Auto e autostrade, macchine che scorrono e si fermano sull’asfalto rovente. L’estate si sente, nell’afa che trapassa le vetture, negli abitacoli ardenti e nei sedili grondanti di sudore.
Un uomo con la camicia sbottonata si passa la mano sulla fronte rigandola di striature lucenti, i peli fuoriescono e risaltano sul lino bianco.
_____ Persone si squagliano, fuori, lungo la carreggiata. Scrutano oltre, verso l’orizzonte.
Oltre l’ostacolo di un camioncino e di una auto, oltre l’intreccio di lamiere distorte dagli abitacoli miracolosamente intatti. Oltre le persone intente a litigare ai bordi della strada.
Cercano un accenno di possibilità per uscire dal tempo fermo.
La staticità di una azione, incapacità di agire e di percuotere lo stallo di una situazione.
L’aspettativa, l’attesa di sirene lontane farsi vicine e di lampi azzurri intermittenti sulle carrozzerie incolonnate lungo la via.
Momenti in cui le persone all’interno dei loro abitacoli non posson far altro che pensare.

C’è chi è in ritardo, un ritardo mostruoso ed è costretto a restare incolonnato in questo schifoso ingorgo immobile a causa di una coppia d’imbecilli che non dovrebbero neppure avere la patente. Certo che uno dei due, nel tentativo di passare un vecchio col pandino, si era schiantato sull’altro e aveva fatto la frittata.
______ Certo, anche se non era uscito fuori a vedere e attendeva da dentro l’arrivo di una ambulanza.
Sul sedile di una datata Passat bianca, una ragazza freme per tornare dal suo lui dopo aver vissuto per una settimana in sua assenza. Il suo viso le appare in mente, la sua bellezza la lascia ammaliata, e per la prima volta gli paiono vuoti i commenti sprezzanti delle amiche.
Si culla nel suo amore mentre il calore le striscia il volto.

I bambini gridano nell’auto di poco dietro la mia. Giocano con le spade rosso laser. La donna nel vano tentativo di calmarli gli propone offerte, cerca un armistizio.
_____ I due piccoli scalmanati lottano tra i corridoi di una nave interstellare per sopraffare il nero imperatore. Non ci sarà scampo, né tregua per l’oscuro signore.
_____ La donna ritorna a quando erano in due dentro di lei a bussare nel suo ventre. Alle loro urla quando furono schiaffeggiati e all’intensità di quando poggiarono sul suo petto. E sono gli stessi e non se la sente di sgridarli solo per aver rumorosamente espresso la loro gioia.
Quasi vorrebbe frenare l’arrivo della polizia per restare a osservare e ricordare i propri turbolenti figli.

Un uomo a lato di una giovane dai seni piccoli e lo sguardo vispo è in silenzio. Tace le sue colpe e le cause dell’errore,  l’omissione di una relazione di comodo sorta per far resuscitare una passione scacciando la noia di una coppia immota. Lei che sembra capire la difficoltà del momento e le conseguenze di un discorso con cui si porrà termine al legame di una preziosa ninfetta con l’incomprensibile uomo dalla maglietta tersa. Il calore all’esterno è intangibile, l’amante suda. Il blocco anticipa il discorso, rallenta l’arrivo a casa, strema la speranza di una fuga, di un ulteriore rinvio alla conclusione. Non ha più parole per abbonire, non c’è più la strada a ridurre l’attenzione. E si sente intrappolato dalle portiere, dal caso, dalla donna. Lei lo sta aspettando per poter giudicare le sue colpe e imporre la pena; il suo ricatto. Lei lo potrebbe rovinare…
______ Lei è lì e vuole solo piangere di fronte all’uomo che l’ha tradita, l’ha derubata di un sogno, lacerando la sua speranza nell’amore. Aspettativa di una vita colmata di sentimento dalle soffici premure. Lei vuole ancora sperare di poter credere in una relazione, in un reciproca adorazione che non sia solo lo strusciare delle labbra sul corpo, il sussulto di un momento. Vuole sentirlo spandersi in un attimo d’infinito, un godimento a intrecciare ogni ricordo al proprio uomo, costellato di piacevoli pulsioni. Vorrebbe carezzargli l’inguine e dargli uno schiaffo, vorrebbe dirgli cos’è adesso, com’è adesso; cosa sente gridare dentro. Ma è lui quello che si definisce artista, lei è la persona meno adatta ad esprimere emozioni, e lo sa bene.

La ragazza è un torrente di palpitazioni da confidare, si sente portare da un’ondata di commozione e turbamento.
Pensa a come poteva evitare, al motivo per cui va sempre a finir male. Inizia a rotolare sulle proprie fasulle
_________________________ colpe.
È percossa e rapita. Un‘incessante sottrazione di comprensione per veleggiare verso una proprio senso.
__ Si sforma il contorno al di fuori. Resta solo lei, e neppure l’uomo mantiene una sagoma fissa. Le si mutano nella mente i concetti, le definizioni, le astrazioni.
__ Su tutto si estende una coperta nera. Non è più,
se non lei,
____ e cambia.
_ Un momento, una serie di istanti a cui lui non è riuscito ad arrivare.

Da dietro il finestrino vedo sorgere una giovane; e la sua storia come quella di tante, non è vera.
______ Mi appare come un gioco, un’immaginaria rifrazione della mia fantasia su di persone le cui vite mi son precluse.
La mia adorazione di convivere l’insondabilità del cuore. Questo voler trasferire l’emozione e la passione su soggetti esterni. Diversi, lontani comunque.
___ Cercare di trascinare in una discesa senz’argine in una inondazione senza fondo.
Per sondare il vostro e strappare il mio velo isolante.
_______ L’escoriazione delle persone, l’abrasione delle armature. Nell’attesa di seguitare a vivere,mentre posso solo attendere di ripartire. Mi ritrovo costretto a pensare, a far marcire vecchie riflessioni esplorando stranieri.

L’amante ora ha un altro sguardo; si sente sicura nella sua convinzione, scoprirà l’effimero delle sue certezze al ritorno.
______ Di doversi sobbarcare il compito di ricercare sconosciute sicurezze, ma questo sarà poi.
Verrà dopo questo momento, questo ora che mi porto sempre dentro, interdetto io, disorientata lei, fra la necessità di scavalcarlo e la piacevolezza di gustarlo.

 

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2 pensieri su “Schegge di traffico – tit. orig. “Scie di auto sulla strada” [n°01] – ill. di Stefano Ramadoro

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