GIANO – Abbracci terminali


Passo le notti disteso in un letto insonne, addormentandomi di giorno con quel gusto vago dato dal ribaltamento di orari. È da un po’ che non lavoro, prima o poi dovrò rimettermi a domandare un impiego. Guardo il sole fuori e non odo alcun invito nel suo brillare, non c’è più il richiamo di uscire a giocare. Sono in quel periodo in cui parlare mi annoia e leggere mi pesa.
Mi distraggo immaginando le vermiglie sfumature di un profilo sfilacciato. Poi risale Lei, ed ha le fattezze di una ragazza dalle tette acerbe e i fianchi larghi; una delle tante brevi comparse nella mia vita.

Le memorie di quella giornata partono dal sogno. C’era un che di sbilenco nel suo sguardo doloroso, ma definirlo tale è sbagliato; porterebbe a pensare che Lei stia soffrendo, mentre i suoi occhi riflettono il dolore degli altri.  Continua a leggere ->

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