IL DONO DELLA DEA di Radhika Jha


Pubblico qui un commento richiestomi da un'amica bibliotecaria. La scrittrice riesce a accattivare il lettore attraverso il continuo cambio del narratore in ogni capitolo, laddove perfino la vacca viene utilizzata come punto di vista. Va detto che la storia ristagna, si sofferma troppo sulla descrizioni dei costumi e della cultura tuttavia tali punti risultano interessati per un lettore occidentale che, come me, a scarsa conoscenza delle tradizioni indiane.Il libro  tratta temi delicati, lo scontro tra le tradizioni dei villaggi indiani con la modernità della grande città. L'inseminazione artificiale e l'incrocio delle mucche di razza indiana con quelle occidentali che rendono  … Continua a leggere IL DONO DELLA DEA di Radhika Jha

cosa importa se….


Come dev’ essere vivere in un mondo basato ferree ideologie utopiche? Com’è lo svegliarsi senza un padrone, senza sapere che si è di meno di questo e di più dell’altro? C’è un luogo di nascita di un grande scienziato in grado di rimodellare la teorie della Smultaneità in chiave pratica… capace di legare passato e futuro accettando il presente come filo a collegare   E se questa teorie si fondassero su di un profondo nodo tra leggi fisiche quali la Sequanzialità e le astruse verità che sussurra lo spirito? Se divenisse un simbolo quest’uomo, un legaccio tra i molti mondi colonizzati … Continua a leggere cosa importa se….

Non c’è niente di imprescindibile


Non c’è niente di imprescindibile. Dovrei averlo capito da un pezzo, però. Mi s’accavallano cose. E io odio l’accavallamento d’impegni. Adoro starmene sul mio letto, bello steso, supino, o stile girino. Stare a non fare niente, al più trangugiare qualche libro. Ultimamente mi sto perdendo in storie fanta-horror che esulano dai miei interessi. Come la Nube purpurea, storia di un tizio che dopo essere giunto al polo nord scopre, tornando alla civiltà, che la civiltà non c’è più, sostituita da un’interminabile sfilza di cadaveri dal retrogusto di pesca. Poi scopre una donna, dopo venti anni di solitudine. Libro di cui … Continua a leggere Non c’è niente di imprescindibile


Questo è un mio commento  al 3° commento del 29 dicembre che PV mi ha fatto. Mi piace tanto che lo voglio mettere in prima pagina. Non pubblico sulle pagine principali del blog la vignettuola a cui fa riferimento per rispetto del gentile dono fattomi. Potrete però trovarla al suddetto commento nel sopraccitato  giorno del già noto blogger.   Aspettando l’apocalisse…     Per un radioso anno nuovo in cui uno splendido raggio d’oro illumini la Terra facendola sparire dalla faccia del cosmo.    Ho le lacrime agli occhi per la commozione, tanti tanti auguri a tutti, piccoli & grandi visitatori … Continua a leggere


Chi mi aveva definito “outsider”? Non mi ricordo, forse sono stato io stesso a tirar fuori il termine durante una conversazione.   E la domanda è pressante, cosa ci faccio io in un blog se non ho alcun contatto con il mondo della rete? Se qualcuno  la  prontezza di rispondere… Certo che ‘sta cosa di chiedere risposte su se stessi è una bella burla……   Il trionfo dello scontro tra sinapsi differenti. Un sorso di follia distillata fresca. Roba da cervelli in svendita. Alè, un’altra scornata al contro-io, super-io e altro-io Mata el toreaador!!   Non so se si nota … Continua a leggere

Com’è dura la sceneggiatura


«La sceneggiatura non è male. Ma troppo densa di particolari. E più azione – mi sprona il mio amico. – Più incisività, più feriti e meno riflessioni. Un fumetto è qualcosa di diverso da un libro.» «Giusto!!!  Bene! Ok, allora tagliato le descrizioni e ci schiaffo giù un par di litri di sangue che schizza a fiotti per le strade. – Ribatto esaltato dall’idea. – Attacchiamo con la scena di una strage in piazza! Alrtimenti potremmo dargli un taglio più apocalittico, iniziarlo con un bel funghetto alto kilometri? E via di lì con l’esplosione di un pianeta, che fa molto Cronache … Continua a leggere Com’è dura la sceneggiatura


Avviso per quelli di Splinder.  I bigBoss, per intenderci. Sveglia!! giù dalle brande. (Dovete sapare che io me li immaggino immersi a navigare per tutti i 200000 blog che gestiscono, notte e giorno. Intenti a farsi i cavoli d’altri adocchiando questo o quel blog con su due occhiaie così, e tanta, tanta voglia di dormire. Me li immagino che imprecano ad ogni nuovo post. Per questo quando mi sento sadico ci godo a scriverli.) Mio padre bussa sulle mie spalle sbuffando come un toro in calore. Prima di lasciarvi però, chiudo con l’avviso ai megabossetti.              Il fuso è cambiato, che ne dite di … Continua a leggere


D’improvviso cade. È come un niente. È bello se lo si riesce a considerare. Ma la realtà è che è il vuoto. Non trasuda, non passa attraverso, e non suscita. Oggi è così, sarà stata la sparatoria di prima. È quando le voci scorrono in sottofondo, dietro, non sono incluse nella tua visuale. Avevo pensato di buttar giù un pezzo su il Gaetano che è passato all’interno di Report. Con il suo Spendi e spandi effendi ad appoggiare le tesi dei quei bravi giornalisti che ci mostrano quanto sono furbi i furbi e quanto sono fessi gli ignoranti. Avevo pensato … Continua a leggere


Avete mai visto Il vangelo secondo Precario ? È uno di quei film che mi scombussolano, mi rimuovono le interiora. Forte, duro, atroce, come i tempi che stiamo  vivendo noi giovani. A voler essere sinceri io mi sento abbastanza pulito in questo senso. Abbastanza, non del tutto… In fondo si deve accettare una condizione che sta tra la dipendenza da altri e la sottomissione ai concessori di lavoro. Per quanto mi riguarda, preferisco non piegarmi e credere nel mio talento, in altre possibilità. Volendo guardare a fondo la mia vita sono un geometra che ha rinunciato, un economista pentito e … Continua a leggere