“Le Origini”


“Da una Lapide – Le Origini” è la partenza vera e propria del graphic novel la cui storia si svilupperà in diversi volumi. Abbiamo utilizzato la stessa storia del “Prototipo: Da una Lapide” ma artisti diversi seguendo delle apposite linee guida create per dare maggiore coerenza strutturale.
Acquistalo scrivendo a federica@shangelina.com, su IBS (e qualsiasi altro store online) o ordinalo in libreria!
ISBN: 9788891147813
A seguire gli artisti (elencati in ordine di esecuzione della storia) che hanno aderito al progetto, con il link ai loro siti per sbirciare i loro lavori!
1) Giorgia Lanza (Site)
2) Simone de Paolis (BLOG)(FB)
3) Lorenzo Armezzani (BLOG)(FLCKR)
4) Lorenzo Magalotti (BLOG)(FB) + Martina Tommasi (BLOG)
5) Fabio Cioffi (BLOG)(FB)
6) Mauro “Onikorosu” Gulma (BLOG)(DA)
7) Vittorio Astone (BLOG)(FB)
8) Antonio Russo Tantaro (FB)
Special guest: Narutaru (DA) che ci ha omaggiato con un’illustrazione.
Grazie a tutti gli artisti che hanno aderito con entusiasmo e professionalità!

Da una Lapide - Vol. 1 CoverNB: “Da una Lapide – Le origini” è la ristampa del fumetto “Da una Lapide – Vol. 1” che abbiamo rieditato per abbandonare il concetto di serie numerata.
I due volumi internamente sono uguali e hanno le stesse caratteristiche tecniche:
Formato 17×24 cm, 68 pagine da 135 gr, cover 300 gr pastificata opaca. Interno tutto a colori.
“Da una Lapide – Vol.1” è attualmente fuori catalogo ma si possono trovare ancora in circolazione alcune copie, fino esaurimento scorte.

Anteprima:

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Stesura PARZIALE del racconto per i volumi Protopito/Le Origini
Da una Lapide
(estratto dal romanzo Recc)

Questa storia inizia da una lapide su cui crebbe un amore. Ma lasciate stare il solito gioco del circolo di vita e morte che si perpetua in eterno. Non è di quello che voglio narrarvi.

1) La prima volta che la vidi i suoi capelli erano castani, lunghi fin dietro le spalle. La bimba sorrideva seduta con la schiena contro una sfera poggiata al terreno; una sfera imperfetta sgorgata dal suolo, con le sue miriadi di sfaccettature, con i suoi bozzi, con la sua miseria di forma scorretta. […]

Gentío Lodel

2) Ero distesa, riversa nel mio dolore quando li vidi. La pancia mi esplodeva in una sofferenza atroce e stupenda. Ero sola, e loro troppo lontani per poter udire la mia voce strozzata dai gemiti. Ricordo la vista sfocata, alterata dalle lacrime. Ricordo il mio sforzo, la profonda tristezza e l’immensa gioia di quel giorno così straordinario. […]

Priscilla Sunder

3) Nel vedere un raggio di sole così intensamente splendente irradiare di luce la lapide del grande Henry Lodel, rimasi colpito. Quella lapide pareva filtrare i raggi, sgusciarli dalla loro pellicola invisibile dandogli consistenza. Chiunque avesse realizzato quell’oggetto, chiunque fosse riuscito a dare al terreno una simile facoltà, doveva essere un genio. […]

Pasaje Mordinez

4) La donna rimase addormentata a lungo nel letto dell’ospedale. Fortunatamente il mio seno era abbondante e colmo di latte, cosicché riuscii a sfamare i due piccini.
Mio figlio e la bimba della donna passarono i primi giorni di vita cullati dalle mie cure, si addormentavano al suono della mia voce ciondolandomi tra le braccia. […]

Aleandra Sella

5) Quando comparve per la prima volta nessuno volle credere che quell’uomo era realmente chi diceva di essere. Non c’era alcun segno, nessuna traccia di grandezza in lui. Si raccontava di Henry Lodel come di un individuo carismatico, in grado di infervorare con un suo discorso intere folle. Quell’uomo, al contrario, arrivò nel silenzio. […]

Loreno Sanchéz

6) Come posso non rattristarmi nel vedere la mia donna deperire? Per quanto possa impegnarmi, provare a spiegarle, non riesce a comprendere, non riesce a credere che sono cresciuto sin da piccolo con una certezza in corpo. Il mio corpo, già! Questo mio organismo che non invecchia. Questo fisico ancora giovane nonostante i secoli trascorsi. […]

Gentío Lodel

7) Il caso segue un percorso controverso. Perché altrimenti doveva finire in questo stesso luogo la vita del mio uomo? Perché dovrei piangerlo a pochi passi dalla tomba del padre? A pochi passi dal luogo della mia nascita? […]

Marisa Sunder

8) Questa malattia mi ha tolto tanto, è vero. Il dolore che mi attraversa il corpo quando il sole è alto in cielo è terribile. Difficile convincersi, ancora di più accettarlo senza odiare un qualche dio colpevole.
Difficile curare la rabbia montante, le urla, gli strepiti. […]

Gema Suave

La vita è un cerchio? È davvero così semplice? Si può spiegare tutto l’Essere con l’idea di un solo immenso circolo vorticante su se stesso?
Mi sembra che l’insieme di tutte queste testimonianze raccolte possa chiarire l’intreccio strano con cui convergono i destini delle persone. È possibile che un luogo diventi il fulcro di una vicenda così complessa? Non
trovate irrazionale che dopo secoli di pace l’Alchimia sia diventata un’arma nelle nostre mani?
In fondo, è stata la nostra famiglia che ha riesumato una materia destinata all’oblio, diffondendola e fondando su di essa una filosofia di vita.
Io, mio padre Gentío, suo fratello Peón e mio nonno Henry. Mi domando se sia davvero giusto allargare la spaccatura aperta da Cedrik; questa distinzione tra loro che continuano a darsi nomi di radice anglosassone e noi che parliamo castigliano.
Posso lanciare artefatti di molteplice consistenza e dimensione con facilità e difendermi con muri indistruttibili sorti in un solo attimo dal terreno, ma non so come potrò difendermi se davvero loro stessero tornando all’antica scienza atomica rimasta sepolta per millenni. E anche se ne fossi in grado, troverebbero altri metodi, escogiterebbero nuove armi.
Dunque, non voglio credere nella circolarità del destino, perché questo significherebbe che il percorso intrapreso da quelle persone è immutabile, che l’intera umanità verrebbe ad autodistruggersi e altri esseri cresceranno dalle nostre ceneri. Sarebbe il perpetuarsi di un circolo di distruzione-creazione immotivato, il cui solo scopo è l’evoluzione.
Una storia non ha fine, si collega ad altre vecchie vicende fungendo da base per le nuove. Dire che questi avvenimenti partono da una lapide non è proprio coretto. Si dovrebbe citare prima la vita dell’uomo ivi sepolto. Si dovrebbe parlare di chi fu Cedrik e di come mio nonno divenne il suo primo discepolo. Del perché si spaccò la Prima Alleanza. Da cosa scappava Priscilla Sunder e cosa trovò nel paese natio di mia zia Marisa. Di come si evolsero gli eventi, le vite delle persone citate.
In ogni storia c’è dentro l’intero universo.
Non so cosa attende me, la mia famiglia, la mia nazione, né quale sarà la sorte dell’umanità. Dati i presupposti non ho certezze per il futuro.
Ma questo mi consente di sperare, partendo dal confine ultimo della mie elucubrazioni logiche.

2 pensieri su ““Le Origini”

  1. Ho appena finito di leggere il primo albo di questa serie, devo dire che si tratta di un esperimento originale e molto ben realizzato con una trama profonda alle spalle. Ho apprezzato molto anche l’impaginazione, che presenta questo progetto autoprodotto in modo davvero professionale, nulla da invidiare a un fumetto con editore. L’unica riflessione critica che mi sento di rivolgere agli autori (che saluto, dato che li ho conosciuti in fiera) almeno su questo primo volume, è che la diversità grafica tra gli stili delle varie storie è tale che diventa virtualmente impossibile riconoscere i personaggi da un racconto all’altro, il che rende la trama difficile da seguire; questo in un albo che già di per sé racconta eventi con salti di secoli e generazioni. Senza i testi, le storie sembrerebbero del tutto slegate. Anzi, se non fosse stato per gli specchietti riassuntivi alla fine dell’albo, non avrei mai capito che alcuni personaggi sono gli stessi, perché da una storia all’altra vengono riproposti con un aspetto completamente diverso. Per il futuro (anzi, credo che lo abbiano già fatto) consiglio di fornire a ciascun disegnatore perlomeno uno studio di massima dei personaggi in modo che vengano disegnati in modo da essere perlomeno riconoscibili: voglio dire, evviva realizzare un prodotto artisticamente sperimentale, e ben venga anche lasciare ogni disegnatore completamente libero di esprimersi… ma mettetevi anche nei panni del lettore!
    Per il resto… complimenti! :)
    Davide Cencini

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    1. Ciao Davide,
      grazie per il commento e i complimenti.
      In questi giorni dovresti essere al Lucca Comics, per cui è d’obbligo un in bocca al lupo.
      Per quanto riguarda la difficoltà di lettura, il progetto parte da un testo narrativo che è di per sé sufficiente alla comprensione della storia, i disegni servono a dare importanza ai diversi punti di vista dei personaggi. Almeno questo è il punto di partenza del progetto che si sta sviluppando dando maggiore risalto al fumetto. Già con il prossimo volume “Al Margine” si può notare questo cambiamento. Nel volume successivo “Giara”, abbiamo eliminato buona parte dei dialoghi indiretti a favore dei baloon.
      Come detto il progetto è sperimentale, ciò significa che è in continua mutazione, si evolve, al pari dei personaggi che lo compongono.
      Infatti evoluzione e relativismo/frammentarietà della realtà (dato dai punti di vista in soggettiva) sono alla base di tutti i miei racconti, pur nella varietà del genere e dello stile letterario utilizzato. Penso che questo fumetto sia perfettamente in linea con questi due elementi e le sue trasformazioni le considero una forza.
      Comunque tutti i consigli costruttivi sono ben accetti, grazie ad essi abbiamo apportato modifiche importanti alla serie come l’eliminazione della numerazione e l’inserimento del sottotitolo che sottolinea l’indipendenza di ciascun volume dall’altro.
      Ciao e buona fortuna con il tuo progetto.
      Lorenzo

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