“Al Margine”


Da una Lapide - Al Margine Cover

Artisti partecipanti in ordine di apparizione:
1) Ferdinando Genovese (FB)
2) Valentina Formisano (Sito)
3) Miriam Marafioti (BE)
4) Stefano Ramadoro (Blog)
5) Luigi Quarta (DA)
6) Maria Scorzelli (DA)
7) Samuela Cerquetella (Blog)
8) Ettore Mazza (FB)

Caratteristiche tecniche: Formato 17×24 cm, 68 pagine da 135 gr, cover 300 gr pastificata opaca. Interno tutto a colori.
Acquistalo scrivendo a federica@shangelina.com, su IBS (e qualsiasi altro store online) o ordinalo in libreria!
ISBN: 9788891154163

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Qui di seguito il testo, non integrale, di ciascun pezzo!

“Da una Lapide – Al Margine”

La vita ruota attraverso vortici che la scombinano, modificandola in forme inizialmente imprevedibili.
Innumerevoli squame si sono sovrapposte una all’altra: dalla Lapide di Henry Lodel, considerato il fondatore dell’Alchimia, e da quella di suo figlio Peón, prima vittima di una guerra insensata. Eppure siamo ancora qui, e siamo ancora “umani” seppure non nei termini in cui ci si riferiva a tale concetto nei primi secoli della Scuola di Ser.

1) C’era la guerra. Ci fu un conflitto ai tempi di Marisa Sunder, seppure lei tentò di placare le fazioni di estremisti che aspiravano ad uno scontro diretto. Ma di questo i libri non parlano. La guerra, quella vera, è scomparsa nella mente di tutti. Marisa fu IL capro espiatorio; la compagna bellicosa del grande Peón che per vendetta gettò l’Alleanza di Cedrik in un’inutile guerra contro la Prima Alleanza. Non vi sono più tracce del contrario, tutte le colpe sono state addossate su di lei, e la Prima Alleanza si è guardata bene dallo scavare troppo a fondo […]

Adem Volver

2) Non ci sono parole per spiegare come mi senta. Il compito cui sono chiamato è enorme se paragonato alla mie capacità. Lei è così grandiosa. Le sue forme rasentano la perfezione, ci mostrano la sommità di una bellezza che si eleva oltre le più ambite sfere dell’alchimia. Nell’osservarla durante una delle sue lezioni mi sento trapassare da una gioia lacerante, dolorosa. Lei mi ha scelto fra tanti. Non sono un Gentío, non sono un Peón, come meriterebbe. Lei è una Maestra, lei passerà alla storia per aver colmato le lacune di coloro che la precedevano […]

Manuel Gutiérrez

3) Di lei si conosce bene poco. Si dice fosse una persona con dei poteri straordinari. Da quali profondità sgorgassero è impossibile da valutare. Io ero bambino quando la vidi. Si stagliava minuscola contro un cielo plumbeo. Mentre camminava delle fiamme le mordevano le gambe, ma le fiamme non bruciavano l’erba su cui passava. Erano fiamme melodiose, strepitavano lasciando echi nell’aria. Molti dicono che anche i suoi capelli ardessero, che avesse sulla testa come una corona. Alcuni la venerano come incarnazione della vergine meretrice, colei che raccoglie in sé il mistero della salvezza e dannazione […]

Arnold Collin

4) Non è facile, non lo è mai stato. Crescere con un fratello come lui. Con un’ascesa come la sua, inevitabile, predestinata. Io sono e sarò sempre la sorella di Jacob Keer. È un destino ambiguo quello che mi porto dietro. Essendo particolarmente legata a lui godo di un certo prestigio nella società. Sono e non sono. La mia identità è legata alla sua, indissolubilmente. Lui eterno zitello, lui geniale Discepolo della Forma e io studentella della Scuola di Ser […]

Lisa Keer

5) Conoscevo Adriana Lejos fin dall’infanzia. Ricordo quel giorno in cui lei era in giardino. Irradiava una certezza e contemporaneamente una sensazione di impotenza… Nelle sue mani strette fuoriusciva un’enorme ondata di luce. Colori schizzarono sul tavolo mentre vi batteva i pugni. Il mondo si stava frammentando. Lei lo sapeva, ne vedeva le crepe […]

Miguel Rodriguez

6) Lei era piccola e avanzava senza fretta nel putiferio. Poco dopo vennero le urla, e non molto dopo i colpi. I raggi non parevano attraversare l’aria che la proteggeva. Eravamo stati chiamati per un’emergenza. Addestrati a fronteggiare qualunque cosa riuscissero ad inventarsi quelli dell’“altra parte”. Non capitava spesso, ma di tanto in tanto qualcuno superava il muro che proteggeva la Prima Alleanza. E allora intervenivamo noi […]

Deposizione di George Freeman, 7423

7) Ho sempre avuto un buco nel petto. I pochi uomini che ho avuto non sono mai stati altro che corpi. Corpi in piedi o distesi. Silenziosi o ciarlieri. Ho questa sensazione, questa voragine, che neppure un Maestro della Forma può riempire. Da cosa viene poi questo vuoto? Sono nata figlia di persone normali, con vite normali, nessun trauma, nessuna violenza. Eppure non è sempre stato così, deve esserci stato un attimo in cui mi sono incrinata. Questioni irrisolte rimbombano. Mentre leggo i miei libri, mentre sono indaffarata con i miei mille impegni con i fogli sparsi sul tavolo. Lei si fa sentire presente […]

Chanya  Sjöberg

8) Sin dal primo momento che la vidi ebbi voglia di conoscerla. Aveva un’aria così disincantata, malinconica, e dura. Stringeva le dita forte tra i palmi, tanto che le unghie le si conficcavano dentro. Data la mia carica politica non ebbi problemi con gli agenti speciali che l’avevano circondata. Mi avvicinai a lei senza paura. Nonostante l’aria minacciosa e le fiamme verdastre che avvolgevano parti del suo corpo, da lei si sprigionava una calma inamovibile […]

Luis Esner

Nonostante ci troviamo in un futuro lontano, molti studiosi ancora aspirano a venire incisi sugli Obelischi eretti attorno alla Lapide, quegli stessi monumenti che riportano le più importanti testimonianze della Scuola di Ser.
Per quanto spazio vi sia ancora, solo alcune decine di studiosi potranno lasciare una traccia indelebile dedicata alla sua storia. Per ambire a tale posizione l’unica possibilità è osservare la storia attraverso punti poco noti.
Altri hanno già parlato di colei che si faceva chiamare Giara e di come questa conobbe Cedrik. La stessa che rivelò la nostra storia a colui che fu soprannominato Santa, o Satana. Questi due personaggi distorsero quelle che erano le più probabili forme di evoluzione.
Per esseri simili un nome è solo un appellativo e non rappresenta null’altro che una minuscola traccia della loro sterminata esistenza.

Partendo dalle loro storie tanto fondamentali da essere inevitabilmente scolpite sugli Obelischi, ho voluto dare spazio a quelle persone che sono rimaste sul bordo della storia. Quei fratelli, amanti o conoscenti dei grandi Maestri della Forma. Maestri visti attraverso una narrazione tangente e non coincidente con gli stessi.
Gli eventi che si sono susseguiti nell’arco di migliaia di anni hanno dimostrato quanto bizzarro possa essere il destino, di quanto ci siano punti di evoluzione a cui siamo costretti da forze esterne e imprevedibili.

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